Al GAZA FREESTYLE 2020 in missione umanitaria con la ONG ACS e il Centro Italiano di Scambio Culturale Vittorio Arrigoni-VIK

Inizio un periodo di cooperazione umanitaria con la ONG italiana ACS – Associazione Cooperazione e Solidarietà, in collaborazione con il Centro Italiano di Scambio Culturale Vittorio Arrigoni-VIK.

Dal 27 dicembre 2019 al 10 gennaio 2020 partecipo al progetto Gaza Freestyle, nato nel 2014 e poi dal 2011 consociato al Centro Italiano di Scambio Culturale Vittorio Arrigoni-VIK. Oltre delle attività in programma nei giorni del Festival, il GFF si è consolidato sempre più come un collettivo di operatori il cui obiettivo è organizzare progetti di emergenza umanitaria per aiutare  la popolazione di Gaza. Questo avviene diffondendo messaggi d’inclusione attraverso attività culturali e sportive come lo skate, il circo, la cucina, il wiriting, la musica e laboratori di educazione all’affettività e scambio con le donne. Un realtà solidale e volontaria, autofinanziata attraverso  raccolte fondi a cui inviare libere donazioni anche online. Il Gaza Freestyle e il centro-Vik sono impegnati anche in progetti di riqualificazione ambientale, territoriale e culturale a lungo termine,
in un’area complessa come quella della Striscia di Gaza i cui confini terrestri e lo spazio aereo di fatto rimangono controllati militarmente da Israele. Le frontiere, aperte a singhiozzo, pongono la popolazione in uno stato di assedio costante, non solo militare ma anche economico e
culturale. Nonostante la Striscia di Gaza sia teatro di guerre e bombardamenti, con violazioni sistematiche dei diritti umani, la popolazione di Gaza cerca ogni mezzo possibile per sognare una vita libera, dando una grande lezione di dignità umana a tutti noi. I giovani in particolare sono stati capaci di trasformare scenari di macerie in autentici palcoscenici su cui mettere in scena la propria
arte, la propria esistenza e il proprio desiderio. Proprio grazie alle donazioni del GFF, che da anni sostiene la lo spirito creativo e produttivo di Gaza con Carovane di Emergenza umanitaria sostenute da autotassazioni e da crowdfunding, si è riusciti a costruire il primo skatepark della regione, a ridosso del porto di GazaCity, oggi divenuto autentico luogo ricreativo e di ritrovo della città. Un’area Freestyle riconosciuta da tutte le crew di Gaza.

Quest’anno mi unisco alla carovana del Gaza Freestyle Festival documentando attraverso i social e con la mia macchina fotografica l’impegno umanitario della collettività di operatori e gli sforzi di un popolo costretto a vivere sotto assedio.

Il 10 gennaio, terminato il Festival, proseguirò la mia permanenza in Palestina, a Gaza, animando i progetti del Centro-Vik  e documentando le condizioni, le problematiche e i divieti che attraversano la striscia di Gaza.

Info FreeGaza Festival

Raccolta Fondi GazaFreeStyle2020